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i poeti...che brutte creature, ...ogni volta che parlano è una truffa F. De Gregori |
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la cantina di Mario's Bar
riserva speciale chi c'è Se sei abbastanza ubriaco... racconti archivio maggio 2005 marzo 2005 maggio 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 |
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mercoledì, gennaio 07, 2004
Polvere, ragnatele, scarfaggi e topi ovunque...è proprio conciato male sto bar...Altro anno Mario, per noi cambia solo la dta sul calendario vero? niente di nuovo all'orizzonte ed è quasi meglio così tanto le tempeste ci arrivano tanto velocemente addosso che non le vediamo nemmeno avvicinarsi. Dormito poco e male, oggi come ieri e come ieri l'altro colpa tua sai? Del mio stupido tentativo di essere diverso da te è rimasto solo questo, un pessimo rapporto con il sonno. Il sonno come perdita di tempo, come oblio che vorrei ma che non riesco ad avere, il sonno come piccola morte, il sonno rubato alla vita. Ma a quale vita? per cosa risparmio tutto questo tempo? che ne faccio delle mie notti insonni... niente... le perdo, una dopo l'altra nella contemplazione del nulla, nell'ascolto del silenzio. Tutto, tutto diverso, tutto l'opposto volevo essere da te... diverso, migliore,sbagliato, qualsiasi cosa ma che non fosse ritrovarsi tra le mani una vita come la tua o come io vedevo la tua. Adesso guardo le mie mani ridicolmente vuote e mi accorgo che la tua di vita era parecchio meglio della mia. Anno nuovo e tempo di bilanci... che stronzata, il bilancio, in qualsiasi momento dell'anno venga fatto è sempre tragicomico. Avevo giurato che non sarei diventato un impiegatuccio dietro a una scrivania, un fantozzi come milioni di altri... e invece eccomi qui a fare tutti i giorni le stesse cose aspettando lo stesso stipendio che non basta mai ad arrivare alla fine del mese, un morto di fame, come te... Eccomi qui senza uno straccio di amico con cui sparare due cazzate davanti ad una birra la sera come te... Eccomi qui con le mie sigarette che bruciano un pò di vita ad ogni respiro e di cui non riusicrei a far a meno neanche in punto di morte come te... Eccomi qui con questo corpo che invecchia, con i miei muscoli flaccidi sprofondati dentro al divano sfondato a lobotomizzarmi di tv come te... Eccomi qui senza interessi, senza voglia di fare, senza stimoli, senza passioni come te... Eccomi qui padre distante e incapace, presente ma inutile come te... Eppure... eppure... tu... tu, il tuo ultimo respiro, l'ultimo colpo di tosse c'eravamo... io e gli altri a trattenerti l'anima con le unghie e con i denti, egoisti e accecati dalla paura che tu te ne andassi, coscienti e colpevoli che per te sarebbe stata la fine del dolore, ma non volevamo lasciarti andare... egoisti noi, innamorati di te noi... Perchè Mario? come ci sei riuscito? come si fa? perchè solo questo a me no? perchè? diceva unodeimolti verso le 12:36 | commenti (4)
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